Sogno o realtà?

8 Luglio 08 at 6:56 am (Pensieri) (, , , , )

Spesso mi piacerebbe parlare della mia vita cominciando con un “c’era una volta…” e terminando con “…e visse felice e contenta per il resto della sua vita”, ma purtroppo mi rendo conto che tra le favole e la realtà c’è una netta separazione.
C’è un abisso tra queste due visioni della vita, una concreta e l’altra puramente frutto della fantasia. Un abisso che all’apparenza può sembrare un grande vuoto, ma in realtà è pieno di emozioni. Si, perché se fosse un vuoto non ci sarebbe la distanza, e quindi la distinzione, tra le due cose.
E’ uno spazio interminabile che delinea il confine tra i sogni e la realtà, una specie di stanza intermedia dove si vede sfumare l’immaginazione e crescere l’illusione.
A mio parere questo spazio è quello che noi frequentiamo quando ci “svegliamo” da un meraviglioso sogno irrealizzabile. Rappresenta la transizione tra immaginario e reale, la sfumatura che seguiamo allontanandoci dalla fantasia ed avvicinandoci alla realtà. Ed ecco che in questo grande spazio vediamo i frutti della nostra fantasia, che ci hanno fatto stare bene per qualche momento mentre sognavamo qualcosa di magnifico, distruggersi e far nascere le più profonde illusioni, seguite da delusioni, che inevitabilmente portiamo nella realtà.
La cosa più terribile è che nei sogni portiamo il meglio della realtà, modificandolo a secondo dell’umore, mentre dal sogno alla realtà portiamo solo le emozioni che in qualche modo ci buttano giù, deludendoci appunto e facendo nascere in noi solo la voglia di smettere di sognare per smettere di illuderci, vedendo nei sogni la fonte delle sofferenze.
Per quanto possa essere traumatico il percorso in questa “Zona” intermedia, ci serve. Serve ad imparare a distinguere il reale da tutto ciò che non lo è, definendo in modo profondo e marchiato questa linea di separazione. Ci aiuta a crescere, ci aiuta a non commettere l’errore di mischiare sogno e realtà, errore molto frequente per noi adolescenti. Si, ci ritroviamo sempre più spesso ad idealizzare soggetti e credere che nella realtà siano uguali a come li abbiamo immaginati in sogno.
Forse è per immaturità o ingenuità che cerchiamo di vedere nella realtà un po’ di sogni, forse perché ingenuamente crediamo che i sogni possano diventare realtà o semplicemente desideriamo così tanto che si realizzi qualcosa da impostare la nostra mente e il nostro cuore per creare le circostanze adatte a materializzare un sogno. Finché si ha un debole approccio con la realtà si vive nei sogni costantemente, ignorando che questo ci porta a creare una base troppo fragile per la realtà a cui è rapportata.
Questo capita quando si è ancora più piccoli, quando si crede che il mondo sia una favola dove tutto è rosa e prima o poi si aprirà la porta ed entrerà il principe azzurro che ti chiederà di andare al ballo con lui e ti ci porterà con un lucente cavallo bianco. E dopo questo si passa alla sfera di transizione.
Ma quello che mi chiedo è: se da bambini si crede nelle favole, da adolescenti si distruggono le favole e ci si avvicina alla realtà, allora da adulti si vive la realtà in tutti i suoi aspetti ignorando i sogni? E se si ignorano i sogni è perché si sa che non servono più a nulla o è perché non c’è tempo da perdere con la fantasia?
In effetti credo che a questa domanda posso rispondere solo io quando sarò immersa in quella realtà dato che credo che ognuno di noi viva diversamente la sua età e per quanto alcun domande possano accomunare gruppi di bambini, ragazzi o adulti siamo tutti diversi. Credo che ognuno risponderà diversamente ad ogni domanda.
Se devo essere sincera ho un po’ paura della realtà vissuta in tutte le sue sfumature. Da adolescenti conosciamo solo una porzione della realtà e la integriamo con i sogni, porzione maggiore di quella che si conosceva da bambini e minore di quella che si conoscerà da adulti. Magari sostituiamo tutto quello che ci fa paura con i sogni, tutto quello che sembra non essere alla nostra portata lo sogniamo come qualcosa di fantastico e stupendo che poi si rivela un totale schifo.
Ma la domanda è sempre la stessa posta in un altro modo. Da grandi conosciamo la realtà in tutte le sue mille forme? Da adulti la integriamo con i sogni oppure non c’è spazio per quelli? Oppure non sogniamo perché stiamo vivendo la realtà che abbiamo sempre sognato?
La verità è che da adolescente sognatrice non riesco a pensare ad un futuro dove i sogni non valgono più nulla. Io credo che avrò sempre bisogno di spazio per la mia fantasia, sempre. È una mia caratteristica alla quale non riesco a rinunciare. E forse chi rinuncia ai sogni da adulto, non ha mai creduto in essi da adolescente o da bambino.

No, non credo di riuscire a disilludermi.

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